Non si mette a caso un h, questo anno ormai è passato, la si aggiunge per il 2021 per avere un hanno migliore. Buon hanno di cuore da Gioia Emilia-Romagna…😉❤️.

Il discorso di fine anno che ho preparato potrà far rimanere, voi che ascoltate, un po’ stupiti. Perché? Perché, di solito si fanno gli auguri, si fanno le promesse, No quest’anno non me la sento di fare gli auguri o meglio gli auguri tradizionali, perché è stato un anno diverso dagli altri, pensiamo al covi d. Si il covi che ha fatto morire migliaia di italiani.  Per la maggior parte il covi d’ è stato la spinta verso la morte. Ma non solo. Il covi d’ ha aperto il vaso di Pandora, dove Pandora è la società di oggi. Colpita dal covi d’ la nostra comunità si è trovata nuda, senza difese, molte volte impacciata sul da farsi. Se potessimo srotolare Il nastro delle informazioni avute giornalmente dai Tg e altri canali capiremo la nostra incapacità a gestire le varie situazioni che si sono venute a creare con questa pandemia. Ma siamo sicuri che si tratti di incapacità o di superficialità o peggio ancora di un menefreghismo verso il popolo italiano e la sua salute.  Negli ultimi trent’anni la politica, chiunque sia stato al governo, ha dovuto “lottare”, così ci dicevano, per diminuire il deficit pubblico.

E questo è stato è successo, e per diminuirlo non si è fatto il piano Pandemico, non si sono aggiustati i ponti, si è tagliato il personale medico e gli strumenti per operare, chiusi ospedali, per non parlare della scuola lo sappiamo che in alcune realtà i bambini si devono portare da casa la carta igienica. Cosa dire dei professori di sostegno per i ragazzi con difficoltà e le barriere architettoniche che solo per un 20% sono state abbattute e cosa dire del sostegno delle famiglie che hanno parenti allettati e che devono essere accuditi 24 su 24 e non hanno abbastanza sostegno dallo Stato? Tutte cose che magari se ne è parlato in questi anni, come dire calmi tra un po’ colmiamo queste carenze, ma per trent’anni sono rimaste solo parole. Be se siamo una società che per fare quadrare il bilancio dello Stato toglie soldi ed energia a progetti così importanti e necessari direi obbligatori per la salute del cittadino, allora non possiamo definirci un’Italia civile, in quanto considerare la salute del cittadino un privilegio di chi solo se lo può permettere non fa parte degli obbiettivi costituzionali. Già la nostra costituzione, da un po’ di tempo e in maniera subdola, non viene più presa in considerazione lavoro, famiglia, salute, istruzione sono considerate e giudicate obbiettivi imprescendibili per la costruzione di un stato buono e giusto. Purtroppo ci “dicono” che per ottenere questo stato buono e giusto ci vogliono i soldi. Per me non è vero ci vuole solo la volontà.

Ecco mi vorrei soffermare sull’affermazione fatta sopra che la salute è un privilegio di chi solo se lo può permettere. Se fin qui ho lanciato un atto di accusa verso la politica, questa frase mi aiuta ad affrontare il tema da un altro punto di partenza: da chi si rapporta con la politica e cioè noi cittadini. Penso che noi cittadini abbiamo smesso di pensare di far parte di una comunità e direi che il progresso tecnologico ci allontana sempre di più dal pensare di stare insieme, del vivere insieme insomma e ormai per questo è diventato luogo comune credere che noi singoli non abbiamo ormai più armi per agire contro chi ti vuole imporre una società diversa dalla tua, diversa da quella che tu vorresti.  E allora cosa fare?

Accettare quello che ti impongono sperando e cercando che a te non capiti, oppure se ti capita hai risorse per risolvere le varie problematiche che ti possono capitare nella vita. Quindi non più un senso di comunità e cioè la volontà di intenti di un insieme di pensare che porta alla soluzione dei nostri problemi singoli, ma siamo esclusivamente noi soli gli unici che devono farcela ognuno con le proprie risorse. Chi non le ha, si arrangia finché può e la solidarietà è poca e va ad intermittenza. Già, la solidarietà ormai è diventata una medicina, la consideriamo a momenti e questi momenti sono sempre più lontani tra loro. La solidarietà, molte volte, si fa non per curare il bisognoso, l’indigente e dargli una possibilità, un avvenire ma per pulire la nostra coscienza, un semplice gesto che ci fa stare meglio, come per indulgenza. Si dona qualcosa ognuno a modo suo e secondo le proprie possibilità, fa stare meglio ci si sente buoni e per un periodo stiamo a posto con la nostra coscienza. Non è questa la vera solidarietà. Ecco io mi auguro e vi auguro che riusciamo a capire che questo mondo e proprio ora in questo momento così difficile abbia bisogno di solidarietà sana e di unità di intenti. Se da un lato la politica ci spinge alla tecnologia e alla separazione di noi esseri umani con la realizzazione dell’individuo che deve diventare un super io dall’altro lato ci deve essere la volontà di noi cittadini di stare uniti, di toccarci sempre e quotidianamente per non dimenticarci che siamo nati per stare insieme e per aiutarci. Ecco il mio augurio, il mio desiderio, che tutti noi, quotidianamente, dobbiamo avere la volontà di partecipare alla vita pubblica, alla vita sociale, alla quotidianità del proprio vivere e di esprimere pensieri, traguardi e le battaglie che si vogliono fare. Mi auguro e vi auguro che dal 2021 tutti noi diventiamo consapevoli che non basta dissentire o essere d’accordo ma bisogna partecipare di persona anche con dei piccoli gesti che insieme a quelli degli altri diventeranno grandi e importanti.

Un buon 2021 di cuore a tutti da Gioia Emilia Romagna 
 
👇Ecco il video del mio discorso di fine anno augurio speciale per il 2021…