La mia interpretazione del Nuovo Dpcm sulla zona rossa, come al solito si contraddice e così c’è confusione.
I comuni scelgono, a mio avviso,  la via più facile ma così ci rimette chi potrebbe lavorare invece non lavora. Parliamo dell’Art 45 Attività Commerciali. Nell’allegato 23, citato nel comma 1 , prevede anche tra le varie voci l’apertura del Commercio al dettaglio ambulante di: prodotti alimentari e bevande; ortofrutticoli; ittici; carne; fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti; profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti; biancheria; confezioni e calzature per bambini e neonati. Nell’art 2 invece riporta: Sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaisti.
Ma allora io mi faccio delle domande se in zona gialla ed in zona arancione erano stati privilegiati i mercati all’aperto nei confronti di centri commerciali, parchi commerciali e mercati coperti per la vendita di abbigliamento scarpe e generi vari extralimentari. In zona rossa si privilegiano i centri commerciali al chiuso per vendere profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti; biancheria; confezioni e calzature per bambini e neonati?
Come al solito ci rimette sempre la piccola attività commerciale, in questo momento di Pandemia è invece importante tutelare le nostre piccole attività commerciali. Speriamo che i comuni prendano atto di questo, visto che già, qualche comune di zona ha deciso di fare aprire anche i generi riportati nell’allegato 23 che riguarda il Commercio al dettaglio ambulante. Noi ambulanti del mercato di Cesena abbiamo fatto presente ciò sia all’amministrazione di Cesena che di Cesenatico speriamo in una risposta al più presto positiva 😉. Leggi anche https://gioiaemiliaromagna.it/mercati-in-zona-rossa-palese-contraddizione-ditemi-voi-dove-sta-la-coerenza/