“La nonna Lina e la sua bambola di pezza”

Ogni domenica Emma andava a trovare la nonna Lina.
Per Emma era sempre una festa andare dalla nonna per giocare
con le vecchie bambole di pezza. Si divertivano a creare storie
fantastiche fin dove l’immaginazione poteva arrivare. Non
mancavano risate e tanta gioia.
Passarono gli anni ed era arrivato il giorno del decimo compleanno
di Emma.
Emma iniziava a prendere le sembianze da donnina e per il suo
compleanno volle come regalo un tablet.
Gli chiese la mamma “Emma perché vuoi il tablet per regalo? “ ed
Emma senza esitare un attimo rispose “Perché c’è l’hanno tutti
Una bella comodità quel regalo anche per la mamma, invece di
avere in giro giochi, peluche, bambole…un tablet sostituiva tutto e
occupava poco spazio.
Quella domenica Emma va dalla Nonna con il suo tablet.
“Nonna guarda cosa mi hanno regalato mamma e papà, vedi
lo hanno a scuola tutte le mie amiche. Con questo posso fare tanti
giochi, posso ascoltare la musica, posso guardare i film che mi
piacciono, posso avere anche tutte le bambole che voglio e con un
dito le vesto le cambio, le faccio persino i capelli del colore che
voglio”.
La nonna gli diede il suo regalo che Emma, scarto velocemente,
era una bambola di pezza tutta fatta a mano.
Emma la guardò e ringrazio la nonna poi prese in mano il tablet ed
inizio a picchiettarci sopra, abbandonando la bambola di pezza, che
lasciò in un angolo.
Da quel giorno la nonna vede Emma cambiata e non le chiede più
neanche di giocare, appena arriva si siede sul divano tira fuori il
tablet si ingobbisce, si acciglia, il viso rivolto verso lo schermo e
inizia con le sue ditina a picchiettare sullo schermo.
Ogni tanto la nonna tenta di intraprendere una conversazione con
la sua adorata nipotina “ Allora come va la scuola? “ Per un attimo
sembra che si distragga alza il viso la guarda e risponde molto
velocemente “A si si bene nonna grazie” senza neanche finire la
frase il suo viso ricade a capofitto rivolto verso quello schermo del tablet.

La nonna cercava di capire quale era il divertimento di picchiettare
su quel tablet e veder scorrere immagini su immagini, molto
velocemente senza neanche un attimo di riflessione ma tutto
avveniva così velocemente .
Passa un mese e le domeniche per la nonna diventano tristi, gli
mancavano quelle risate con la piccola Emma. Quando giocavamo
a nascondino, quando inventavamo favole anche un po’ sciocche
con le bambole di pezza, le vestivamo le pettinavamo, le facevamo
diventare delle principesse oppure delle streghe cattive. Ma quello
che mi ha fatto riflettere e che quando giocavano insieme ridavamo
tantissimo ora invece non la vedo più sorridere davanti a quello
strumento infernale, anzi la vedo anche arrabbiarsi.
Una bella domenica decisi di sedermi in silenzio vicino a lei, con la
mia vecchia bambola di pezza e mentre lei picchiettava sullo
schermo del tablet, io dolcemente accarezzavo i capelli della mia
bambola ed iniziai a parlargli come fosse una bambina vera e così
anche a lei la facevo parlare cambiando la mia voce. Emma mi
guardò per un attimo e fece un lieve sorriso, ma rivolse ancora lo
sguardo verso il tablet. Io continuai a parlare con la bambola gli
cambiai vestito ed iniziai a fargli le trecce mentre cantavo una
canzoncina; “Piccola mia piccina ti canto questa canzoncina sei
bella e carina con il vestito nuovo e la tua treccina”
Ad un certo punto, alzo gli occhi e con mio grande stupore e tanta
Gioia, vidi la mia nipotina che in mano aveva la bambola di pezza
che gli avevo regalato e che non ci aveva mai giocato, sedette
vicino a me è cominciammo a giocare insieme.
“Nonna ma che capelli morbidi ha la bambola che mi hai regalato,
che profumo, è veramente bella. Che bello giocare con te ed
inventare tante storie fantastiche”.
“Piccola mia vedi ridere, inventare, immaginate, sognare sono cose
molto importanti ma si possono fare solo con i giochi come la tua
bambola di pezza”.

( favola scritta da Marco Mazzuoli e Sabina Magalotti, diritti riservati )

La favola anche in racconto video 👇😉❤️