I discorsi di fine anno devono avere tutti una prospettiva augurale positiva. Anche quando si sta passando un momento difficile, un momento epocale come quello che stiamo vivendo, ormai da due anni a questa parte, su tutto il territorio nazionale e mondiale. Da subito, dall’inizio di questa pandemia le fonti più autorevoli hanno usato, per spiegare cosa ci stava aspettando, queste cinque parole “non sarà più come prima“ e io ci credo. Ma cosa significa questa frase: Staremo peggio? Staremo meglio? Staremo così così? Una cosa è certa “prima“ bene o male avevamo un certo equilibrio, la vita quotidiana seppur per molti stesse diventando più difficile c’era sempre la sensazione, la convinzione, di potercela fare, di recuperare ciò che non si era riusciti a fare.  Anche perché ci si sentiva protetti dai diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione. La Costituzione una sorta di 10 comandamenti per i non credenti e quindi un insegnamento su come deve essere considerato un individuo, una famiglia, una comunità e quindi una nazione. Siamo cresciuti, dal dopo guerra al pre covid, accompagnati dai diritti e dai doveri sanciti dalla nostra Costituzione e questo ci ha permesso di vivere, dal punto di vista legislativo nel modo più giusto e corretto possibile, naturalmente abbiamo avuto e vissuto situazioni drammatiche come lo stragismo, le depistazioni, altre 1000 ingiustizie. Ma avevamo sempre la Costituzione che ci dava la retta via, la possibilità di rimediare al male fatto. Anche quando abbiamo passato momenti drammatici come le stragi di Stato e altro: Moro, Falcone, Borsellino, piazza Fontana, l’Italicus, Ustica, Ilaria Alpi e il suo operatore, la strage di Bologna, la P2, Gladio, la mafia, la mafia di Stato, le lobby di potere, il ponte Morandi, la mala sanità, i politici venduti, i politici mafiosi e tanto altro. Noi “comunque“ avevamo ancora una speranza che tutto si potesse risolvere e che tutto potesse tornare alla normalità; quella speranza era la Carta Costituzionale la nostra Costituzione. Bene anzi male perché la politica di oggi sta riuscendo a non tenerne più conto, strumentalizzando oltre modo una emergenza sanitaria vera, ma gestita per cambiare lo stato delle cose e quindi cambiare quei comandamenti Costituzionali che partono sempre dall’uomo, dall’essere umano ricco o povero che sia, bianco o nero che sia, religioso o ateo che sia. Quella frase detta fin da subito, dall’inizio della pandemia: “non sarà più come prima“  forse ha proprio il significato che non saranno più i valori Costituzionali a promuovere la società civile? Ma se così sarà, quali saranno i nuovi concetti che svilupperanno le società, le comunità, le nazioni del dopo covid? Sicuramente non saranno più i valori della Costituzione, valori che nascono dall’individuo, essere umano per poi allargarsi alla famiglia, la comunità, al paese e alla nazione. Allora quali saranno? Ognuno di noi si faccia le proprie idee, si dia le proprie risposte. l’importante è farsela questa domanda e la ripeto: quali saranno i nuovi valori imposti dalla politica se i valori della nostra Costituzione verranno accantonati? Quale società, se è vera questa mia affermazione, ci dovremmo aspettare? Ecco il mio augurio più grande che vi voglio fare per il 2022. Vi auguro di saper rispondere a questa domanda nel migliore dei modi perché solo rispondendo giusto daremo un futuro ai nostri giovani e all’essere umano. Vi auguro una buona risposta a tutti da Gioia Emilia-Romagna

 

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