Andiamo avanti con le nostre spiegazioni logiche per cercare di smettere di farci fregare da questa classe politica.
Oggi parliamo del articolo 47 della nostra Costituzione un altro articolo violato della nostra Costituzione Italiana. Mi rendo conto che molti non riescono a capire perché siamo arrivati a questo “Stato” di cose ecco perché è importante capire gli articoli della nostra Costituzione e come sono stati aggirati, traditi, dalla politica che invece doveva tutelarli e rispettarli.
Art 47 La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.
Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.
Qui ci dobbiamo rifare al primo e secondo comma dell’art 1 L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
La prima sovranità che deve appartenere al popolo è la sovranità monetaria, cioè significa che la Repubblica deve essere in grado di emettere moneta. Perché se non si può emettere moneta non si ha neppure sovranità.
Qui è doveroso raccontare cosa è successo nel 1992 quando Draghi era governatore della banca d’Italia. Il 2 giugno 1992 sale sul panfilo dei reali d’Inghilterra il Britannia: quel giorno Draghi ha svenduto le aziende italiane accordandosi con la finanza internazionale. Praticamente con la riforma delle banche, queste diventano vere e proprie aziende e quindi devono produrre utili (non possono più indebitarsi per salvare le imprese in crisi, come avevano fatto in passato). Diventano così società per azioni e le azioni possono essere comprate da privati, inclusi privati stranieri, naturalmente. Si è permesso così anche banche estere di venire in Italia ad aprire i propri sportelli.
Lo Stato esce dal settore bancario vendendo sul mercato le azioni dell’IRI (che oltre alle banche possedeva anche le grandi imprese di Stato tra cui ENEL, ENI, Telecom).
Cos’è IRI? Istituto per la Ricostruzione Industriale. È stato un ente pubblico economico italiano con funzione di politica industriale. Negli anni sessanta, con l’economia italiana che cresceva a ritmi elevati, l’IRI era uno dei protagonisti del “miracolo” italiano. Anche la banca d’Italia da quel momento fuoriuscì dal controllo dello Stato divenendo partecipata da diverse banche private. Oggi non abbiamo quindi più banche pubbliche.
Senza banche pubbliche non c’è più neanche la tutela del risparmio dei cittadini. Questo articolo della nostra Costituzione è diventato un vero e proprio articolo fantasma.
La nostra Costituzione italiana, soprattutto la parte economica, è fondata su principi Keynesiani. J. M. Keynes ‹kèin∫› (1883-1946) fu il più grande economista sulla faccia della terra, ed era in antagonismo con Friedrich August von Hayek, punto di riferimento dei neoliberisti.
Keynes diceva che lo Stato deve mirare a mantenere la piena occupazione e la stabilità dei prezzi. Quando ci sono delle crisi lo Stato deve intervenire e stimolare la domanda e l’offerta, attraverso politiche fiscali e monetarie.
Von Hayek diceva che lo Stato deve dare via tutto e deve essere tutto in mano ai privati, perché i privati sanno come fare e faranno grondare sui popoli la ricchezza.
Sono due concetti completamente opposti.
Questo per farvi capire che finché la nostra economia faceva capo allo Stato, eravamo la 4 potenza al mondo, ma da quando si è consegnato tutto in mano ai privati la nostra economia ha iniziato a sprofondare.
Se vogliamo riprenderci in mano quei valori che abbiamo per diritto dalla nascita. Il programma è la nostra Costituzione, quella entrata in vigore nel ’48. Quando tutta questa politica italiana sarà mandata a casa partiremo da lì. Grazie a tutti quelli che hanno creduto in un mondo migliore grazie ai nostri Padri Costituenti: ci hanno lasciato un‘eredità importante noi ce la siamo fatta portare via. Ora è tempo di riprendercela.
L’Art 52 dice nel primo comma della nostra Costituzione Italiana:
“La difesa della patria è sacro dovere del cittadino”
E’ proprio per questo che non posso dare il mio voto ad una classe politica che non rispetta i principi della nostra Costituzione togliendo i diritti ai propri cittadini! diritti che abbiamo per nascita.
Le parole sono le sole armi che conosco