Da Gioia Emilia-Romagna, la mia intervista alla giornalista Alma Perego fatta durante il lockdwon in marzo aprile 2020.

La ripropongo molto volentieri buona lettura ❤️👇😉

Alma Perego è una giornalista freelance milanese che, da 5 anni, vive a Cesenatico. Autrice di “Gente sul canale” (Società editrice Il Ponte Vecchio), il libro racconta cronache e protagonisti della nostra città. In particolare, Alma dedica le pagine del suo libro ad Antonella Parafioriti, Arnaldo e Mario Magnani, Don Giorgio Zammarchi, Flavio Marconi e i nipoti Elviro, Marfio e Mauro, il Premio Marino Moretti, Thomas Cavuoto, l’incontro con la Romagna e Lyon-Pays Beaujolais, Roberto Mercadini, Bruno Ballerin, Cesenatico cammina, Tinin Mantegazza, Leo Maltoni, Dario Fo, Pierluigi Tombetti ed Angelo Chiaretti. Attraverso fatti e volti, questo libro racconta il suo personale incontro con Cesenatico.

     Alma, come mai la scelta di venire a vivere a Cesenatico?

La scelta è stata, in primis, di mio marito perché lui, da tempo, voleva vivere al mare. Io ero appena andata in pensione, lui aveva smesso di lavorare già da qualche anno. E’ stata una scelta casuale. Dopo aver visitato molte case sulle diverse coste italiane, ci siamo detti: perché no Cesenatico? Mio marito la conosceva poiché partecipava, ogni anno, al torneo di scacchi di settembre. Non a caso, ora che viviamo qui, in collaborazione con l’Università per gli Adulti, è diventato insegnante del laboratorio scacchi alla scuola media Dante Arfelli. La mia vita a Cesenatico è cambiata molto, la qualità si è decisamente alzata. Milano non mi manca perché lassù si corre troppo ma, appena posso, la raggiungo, è pur sempre la mia città del cuore. Lì ho lasciato molti dei miei affetti, tra cui mio padre 90enne. Ora la apprezzo molto come turista, visito luoghi che prima non potevo perché ero molto impegnata con il mio lavoro.

     Il tuo lavoro di giornalista è cambiato a Cesenatico?

C’è una notevole differenza. Sei anni fa lavoravo in un giornale, ero responsabile di redazione, avevo relazioni tutto il giorno. Dovevo girare, intervistare, fare cronaca. Era un lavoro a martello, interessante, importante, però a me non stancava perché avevo tante energie. A Cesenatico ho ritrovato il piacere di fare ciò che mi piace, che non è una cosa da poco, anzi è un lusso. Il senso del freelance è quello di non dipendere da un editore, da un capo redattore, ma sei tu responsabile di quello che fai e cerchi di proporti al meglio. Questo mi ha permesso di scrivere “Gente sul Canale” che è il mio libro del cuore. Dopo ne ho scritto un altro su commissione “Racconti del Suono”. Fu il presidente degli albergatori di Cesenatico, Giancarlo Barocci, a contattarmi dopo aver letto il mio libro. Mi disse che, per celebrare il trentennale dell’organo della chiesa di San Giacomo, come Associazione Albergatori avevano pensato di scrivere un libro e poi di donarlo al momento dei concerti d’organo e così mi hanno commissionato il libro.

     Come è nata l’dea del libro Gente sul Canale?

Tutto nasce da New Cesenatico, il giornale del comune, dove ho concordato con il direttore di allora, il giornalista Enrico Samorì, di occuparmi della rubrica il “Personaggio”. Ogni mese facevo un’intervista e raccontavo un personaggio di Cesenatico. Ho collaborato un anno e mezzo, poi il giornale ha chiuso. Per non disperdere questo materiale sono andata dal sindaco Matteo Gozzoli e gli ho esposto la mia idea di scrivere un libro in cui volevo racchiudere tutte le interviste fatte ai personaggi della nostra città. Al Sindaco l’idea è piaciuta molto, ha scritto anche la prefazione. Ha partecipato anche al giorno della presentazione al Museo della Marineria il 21 ottobre 2017. La presentazione del libro la fece Anna Budini, di Living Cesenatico, che io scelsi tra i giornalisti, perché per me è coraggiosa e competente.

     Hai qualche curiosità da raccontarci sui libri “Gente sul Canale” e “Racconti del Suono”?

Mi piace molto il lavoro di squadra, io non sono individualista. Il titolo del libro Gente sul Canale è stato suggerito da mia figlia Emanuela che abita a Ferrara; il disegno in copertina è stato fatto da Tinin Mantegazza e conservo ancora il disegno originale. Invece il titolo del libro Racconti del Suono è stato suggerito di mio figlio Mirko che abita a Colonia, in Germania, durante una passeggiata nei boschi della Vestfalia. Il disegno della copertina con il faro e l’organo è di mio marito.

     Come è nata l’idea dei “Salotti alla legnaia” di Marino Moretti?

Dopo la pubblicazione del libro Gente sul Canale andavo spesso alle conferenze organizzate dall’Università per gli adulti. Lì ho conosciuto il professore Marcello Salucci e mi ha proposto di fare qualcosa con loro. Pensava, all’inizio, a qualche corso di scrittura creativo o ad un corso di giornalismo alla scuola media. Invece sono nati i Salotti: incontri con autori che abitano o che frequentano Cesenatico. Nel primo Salotto del 2017 ho ospitato Roberto Mercadini. Nel secondo salotto ho intervistato me stessa, Alma intervista Alma. Avevo comunque due sedie e chiedevo al pubblico se qualcuno volesse venire a sedere per intervistarmi. E’ stata un bella esperienza e anche un po’ buffa.

     Stai portando avanti dei lavori in questo momento “di fermo obbligatorio” dai salotti?

Dal 23 febbraio si è tutto bloccato. Il giorno dopo avrei dovuto avere l’incontro con Fabio Casto e Francesco Biacchi. Questi due salotti saranno ripresi dopo l’estate, almeno spero! Prima di ogni salotto c’è un lavoro notevole che deve essere svolto con gli autori per capire i personaggi, occorre trovare una certa empatia anche per rispetto del pubblico. Insomma da quel giorno lì si è bloccato tutto. Io adesso, a casa, mi sono imposta di avere dei ritmi: al mattino faccio ginnastica, pilates e tonificazione. Adesso mi prendo il tempo di pensare a cosa voglio fare dopo che questo brutto momento finirà. Ho voglia di essere ottimista anche se sono po’ più triste perché mi mancano le relazioni e le relazioni sono il mio pane. Avrei voglia di riprendere il libro iniziato antecedentemente a Gente sul Canale, ero arrivata a metà strada, parla di una donna milanese, ma non è un autobiografia. Ho molti amici scrittori che mi chiedono di scrivere un libro con loro e questa è una bella cosa vuol dire che c’è ammirazione. In previsione c’è il progetto di scrivere un libro con uno scrittore di Cesenatico di cui, per il momento, non posso svelare il nome. Collaboro anche con un bloog www.donneprotagoniste.blogspot.com dove sto lavorando in questo momento su una biografia inedita di una donna di Cesenatico.

     L’incontro con il il premio Nobel per la letteratura Dario Fo…

Un giorno di luglio ero a spasso con mio figlio davanti al Palazzo del Turismo e vedemmo Dario Fo che stava preparando la mostra su Darwin. Colsi l’

occasione per prendere un appuntamento per fargli l’intervista il giorno successivo. C’è una bellissima foto sul libro Gente sul Canale che è molto significativa e particolare dove io scrivo e lui mi guarda. Ecco, in quel momento lui ha iniziato ad avere empatia per me. Prima mi vedeva come un giornalista qualunque e non sembrava neanche tanto emotivamente coinvolto. Fu quando lui mi vide scrivere con penna e taccuino che ad un certo punto mi chiese: “Ma cosa fai? Scrivi e non registri?” ed io gli risposi: “Dario io registro soltanto i politici”. In quell’istante scoppiò in una fragorosa risata, una bellissima risata che ho ancora nelle orecchie. Lì ho capito che ha iniziato ad interessarsi alla mia persona, al mio modo di pormi in quanto non registravo ma scrivevo come si faceva una volta nelle vecchie scuole di giornalismo. La mia intervista vis a vis è stata una delle ultime interviste fatte a Dario Fo.

        Come giudichi la vita culturale di Cesenatico?

Quando sono venuta ad abitare a Cesenatico non avevo né amici né parenti. Non conoscevo nessuno. E’ stato un salto nel buio e la cosa che mi premeva di più era capire dove ero venuta ad abitare, cosa mi poteva dare questo posto, cosa ne avrei potuto trarre a livello umano. E’ nata così la voglia di fare rete. Ho conosciuto veramente tantissima gente, anche grazie alle interviste fatte per New Cesenatico. Quello è stato il trampolino che mi ha permesso di rivedere ancora Tinin Mantegazza che avevo già seguito a Milano; Dario Fo che vidi per la prima volta alla palazzina liberty di Milano quando ero solo una ragazzina, e Thomas Cavuoto che è originario di Cesenatico ma vive a Milano ed è violinista alla Scala. Qui ho riscoperto una piccola colonia milanese. Loro sono stati importanti per farmi conoscere altra gente, come ad esempio Davide Gnola direttore del Museo della Marineria, Manuela Ricci responsabile di Casa Moretti, Bruno Ballerin ex assessore alla cultura di Cesenatico, non ultima l’Università per gli adulti. Partecipo anche al gruppo di lettura “Leggermente” su suggerimento di Anna Lelli Mami, giornalista di Cesenatico conosciuta ad un corso di formazione. Ci si incontra una volta al mese, si sceglie di comune accordo un libro da leggere e, il mese successivo, si fa l’analisi. Molto umilmente ho potuto capire che potevo stare bene in questa atmosfera. Ho capito che a Cesenatico si poteva stare bene anche in inverno. Amo il mare, adesso che non ci posso andare questo mi rattrista, ma lo vedo dal balconcino, mi basta per ora. Dal mio punto di vista, Cesenatico nel suo piccolo offre tanto.

    Hai qualche nuova proposta culturale, ricreativa per Cesenatico?

Da osservatore potrei, guardando altri target, fare altre considerazioni mettendomi nei panni dei giovani. In inverno forse mancano dei centri di aggregazione. Mi è capitato anche di leggere articoli dove i giovani chiedono più posti per loro.

    Hai qualche lettura da consigliare?

In questo momento sono un po’ retrò e leggo libri storici “La Bastarda degli Sforza” di Carla Maria Russo che è un libro delizioso, un libro che scorre. Traccia uno spaccato della vita intensa di Caterina Sforza, signora di Imola e Forli. “Rinascimento Privato” di Maria Bellonci, una chicca storica che ti fa calare appieno nel rinascimento dei piccoli stati italiani. Consiglio poi “Secretum “il codice di L. A Cesenatico è stato il libro dell’estate ed è di Pierluigi Tombetti, si tratta di un city book sulle orme di Leonardo da Vinci. E’ poi fresco di stampa “Sincronicità in città” dello stesso autore; mi intriga poiché racconta un viaggio aereo che ci riserverà sorprese tra realtà e tanto altro, non l’ho ancora letto ma lo farò presto. Ho scoperto ultimamente lo scrittore Niky Marcelli in quanto ho letto con molto piacere “La Contessa Rossa” e “La Strega Spiaggiata“, la sua narrativa ti tiene incollata ai libri, scopri anche qui – come in Secretum – una Cesenatico inaspettata.