Mercoledì 24 marzo, in piazza del Popolo a Cesena eravamo circa 250 ambulanti. Con cartelloni gridavamo il diritto di Lavorare. Siamo scesi in piazza dopo l’ultima discriminazione fatta nei nostri confronti in zona rossa al mercato, all’aria aperta, non si possono vendere profumi, cosmetici, saponi, detersivi ed altri detergenti, biancheria, confezioni e calzature per bambini e neonati, mentre dentro i centri commerciali, al chiuso si. Abbiamo fatto una raccolta firme per una petizione da inviare nei comuni dell’Emilia Romagna ed in Regione con le nostre richieste che sono: Di potere aprire anche al mercato in zona Rossa gli articoli sopra descritti, chiediamo un anno bianco, chiediamo esenzione suolo pubblico per tutto il 2021.

Abbiamo avuto solidarietà dai cittadini di Cesena che hanno voluto improvvisare una raccolta firme a sostegno del mercato chiedendo al sindaco di Cesena di fare riapre anche i mercati con gli articoli che si possono vendere….Rivogliono il loro mercato ambulante all’aria aperta.

Il mio discorso della manifestazione

Questa manifestazione è stata indetta a causa dell’ennesima discriminazione fatta nei nostri confronti dalle amministrazioni cittadine.
In zona Rossa nei mercati ambulanti si possono vendere solo alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, mentre nei supermercati e nei negozi specializzati è concesso vendere anche profumi e cosmetici, saponi, detersivi ed altri detergenti, biancheria, confezioni e calzature per bambini e neonati.
Il mercato è all’aria aperta. E’quindi più sicuro, tanto è vero che in zona arancione e gialla noi potevamo stare aperti e vendere questi articoli mentre gli ipermercati, supermercati e negozi dentro i centri commerciale, i prefestivi e festivi non potevano venderli. Lo stesso comune di Ravenna da un alternativa al cittadino che vuole comprare all’aria aperta perché si sente più sicuro e fa aprire gli ambulanti che vendono profumi, cosmetici, saponi, detersivi ed altri detergenti, biancheria, confezioni e calzature per bambini e neonati.
A Torino hanno predisposto 10 aree a copertura commerciale per fare aprire gli ambulanti per fare vendere questi articoli. Non possiamo accettare che le amministrazioni che dovrebbero essere al servizio della nostra costituzione facciano tale discriminazione, in più non danno un’alternativa al cittadino che si sente più sicuro in questo momento di Pandemia nel comprare all’aria aperta. Il mercato è anche del cittadino e le amministrazioni che non tengono conto di questo, fanno una discriminazione anche nei loro confronti. Nel volantino abbiamo messo anche l’invito al Sindaco di Cesena Enzo Lattuca, perché quando si parla di buoni propositi, poi bisogna anche attuarli. Una settimana fa sulla sua pagina Facebook parla di unità d’Italia ecco le sue testuali parole

“🇮🇹 160 anni fa, era il 17 marzo 1861, nasceva l’Italia unita (allora Regno d’Italia). Nel giorno di questo anniversario, mi piace pensare all’Unità d’Italia come ad un cammino, ad un compito sempre nuovo, mai eseguito del tutto. Un compito che oggi sentiamo il dovere di portare avanti nel segno della libertà, della solidarietà e della democrazia. Viva l’Italia unita, democratica e repubblicana.”
Ecco le sue parole: libertà, solidarietà e democrazia; per questo noi chiediamo la sua presenza.
Per la nostra libertà di potere lavorare e la sua solidarietà nel porre le basi nel rendere anche il mercato alla pari di un centro commerciale che apre determinati articoli e noi No. Non vogliamo essere discriminati come stanno facendo.
Chiediamo un anno bianco e l’esenzione del suolo pubblico per tutto il 2021. Ci sarà una raccolta firme durante la manifestazione con le nostre richieste che poi invieremo in Regione e in tutte le amministrazioni dell’Emilia Romagna. Adesso voglio fare una considerazione sul perché ci troviamo in grande difficoltà con le amministrazioni cittadine. Parto da una domanda che mi sono fatta: siamo sicuri che i mercati cittadini, soprattutto quelli che si svolgono nelle piazze centrali delle città siano considerati dalle amministrazioni una ricchezza, un valore aggiunto per la città, come lo era sempre stato fino a qualche anno fa? Certo è che nel corso dei secoli i mercati sono stati il motore per lo sviluppo economico e anche demografico delle città. Prima nascevano degli accampamenti vicino a strade ai fiumi, i laghi, al mare poi grazie al commercio diventavano città. Il mercato dovrebbe essere considerato monumento storico viaggiante ed essere protetto contro la sua estinzione. Ritorniamo alla domanda: siamo sicuri che per i sindaci e le amministrazioni di oggi il mercato sia considerato una vera risorsa? Bene volete sapere la mia risposta? Per me No!

Ai sindaci di oggi non interessa più il mercato e la sua storia. A questo punto un’altra domanda mi sorge spontanea perché per molte amministrazioni il mercato non è più una ricchezza, un orgoglio cittadino? Qui colleghi vi chiedo un aiuto di cercare di capire quello che intendo. Da quando i comuni hanno “perso” le entrate che gli venivano ripartite dallo Stato, in parole povere da quando lo Stato ha chiuso i rubinetti, le amministrazioni sono dovute diventare impresa e cercano di incassare il più possibile dalle tasse. Una delle tasse sulle quali fanno affidamento e quella del suolo pubblico. Noi ambulanti lo occupiamo 1 o 2 volte a settimana, troppo poco per le amministrazioni. Le amministrazioni delle città più grandi lo fanno capire dal fatto che si studiano modi di delocalizzare tutti i mercati che si svolgono nelle piazze centrali della città. A Cesena si parlava dell’Ippodromo, a Forlì del Foro Boario e così anche in altri centri il perché? perché avere una piazza occupata tutta la settimana invece che solo due mattine comporta delle entrate superiori. Senza contare la possibilità di organizzare eventi che possono attirare gente in centro ed aver libera la piazza giorni prima, senza mercato di mezzo. Vogliamo parlare di quello che è successo a Rimini? Rimini è un altro esempio di come un sindaco considera il mercato della sua città. Il mercato è stato spaccato in cinque pezzi, anche abbastanza distanziati tra loro, senza un nesso logico, che vuol dire senza nessuna possibilità che una persona lo possa girare tutto, da quanto intricato. Risultato circa 50 di licenze consegnate in comune. Sta succedendo anche qui a Cesena con l’ultimo spostamento, una parte del mercato è diventato un deserto, non fa più parte del giro mercato. Abbiamo raccolto, anche per questo motivo, circa 91 firme di ambulanti del mercato di Cesena delegando tre rappresentanti per avere un colloquio con l’amministrazione per parlare delle problematiche che stiamo affrontando.

Una Pec inviata il 28 febbraio all’attenzione del Sindaco Enzo Lattuca ed all’assessore alle attività produttive Luca Ferrini. Poi rinviata alla mail dell’assessore Luca Ferrini, dopo circa una settimana, su consiglio della segretaria dell’assessore, richiedendo un appuntamento anche via Web. Ma nessuna risposta, certo che se questa è la libertà, solidarietà e democrazia tanto decantata dal sindaco c’è qualcosa che io non comprendo.
Noi cittadini siamo liberi di non essere Associati a dei sindacati e le amministrazioni se sono al servizio del cittadino devono ascoltare anche il libero cittadino, che ha ancora più valore quando poi sono state raccolte anche delle firme, in questo caso 91. Ma quando telefoni in comune loro dicono che si confrontano con Fiva ed Anva i sindacati maggiormente rappresentativi. Bene arriviamo a questo punto, se io sono un sindacato devo difendere il lavoro del mio associato, ma oggi questa manifestazione è stata organizzata da liberi ambulanti non associati, perché le stesse amministrazioni ci hanno discriminato non facendoci lavorare per vendere quei prodotti che dentro ad un centro commerciale in zona rossa si possono vendere. Ma allora dove sono questi sindacati che devono difendere il nostro lavoro? ma quando parlano con le amministrazioni gli spiegano che questo non è assolutamente giusto? Questa manifestazione era una manifestazione che un sindacato l’avrebbe dovuta organizzare. Ecco perché le amministrazioni non possono più confrontarsi solo con Fiva ed Anva, perché non rappresentano più tutta la voce del comparto ambulante e se l’amministrazione non accetta questo cambiamento è perché allora quei valori della costituzione che si citano quando servono, in fondo, qualcuno li vuole affossare.

Ed allora capiamo perché le stesse amministrazioni non vogliono parlare con altri ambulanti al di fuori di questi sindacati, perché forse si hanno interessi comuni? ed allora se il sindacato ha gli stessi interessi non può più fare sindacato per difendere i nostri diritti.
Concludo il mio discorso leggendo il post su facebook di Stefano Bonaccini del 20 marzo.
Nel Decreto Sostegni approvato ieri dal Governo è prevista la proroga dell’esenzione di
pagamento per l’occupazione di suolo pubblico per bar e ristoranti solo fino a giugno. E’ un primo passo, ma non è sufficiente.
Per questo abbiamo chiesto di estenderla fino a fine anno, appoggiando la proposta avanzata dall’Anci, l’associazione dei Comuni italiani.
E’ il minimo che possiamo fare per sostenere attività che stanno pagando un prezzo altissimo alla pandemia: poter usufruire anche di spazi esterni è fondamentale per quando potranno ripartire, anche per mantenere e rispettare le norme di sicurezza e distanziamento.
Avete notato questo post, anche qui un’altra ennesima discriminazione nei nostri confronti. Noi ambulanti non veniamo menzionati. Eppure credo che un Governatore della Regione sappia che nella sua Regione esistono anche i mercati o No! se no che governatore E’ di chi è il governatore?. Allora io mi domando perché un governatore non menziona una categoria così importante? Facendo un ulteriore discriminazione nei nostri confronti? perché a me risulta che l’esenzione al 30 giugno l’abbiamo anche Noi ambulanti. Chiede poi in questo post l’esenzione fino a fine anno per i Bar e Ristoranti e NOI Ambulanti? Un’altra discriminazione?. Ma allora io mi ridomando dove sono i nostri sindacati quelli che si ritengono maggiormente rappresentativi, dove le stesse amministrazioni si confrontano solo con loro, dove sono …..se neanche in un post del presidente della nostra Regione NON VENIAMO MENZIONATI.

Però il mercato sapete che esiste, perché quando ci sono le votazioni amministrative, regionali e dello Stato al mercato ci venite a prendere voti.
Noi ambulanti vi vogliamo tutti i giorni al mercato per parlare con noi, confrontarvi con Noi e rendere il mercato un luogo migliore per gli ambulanti che ci lavorano e per i cittadini che gli piace venire al mercato. Si perché ci sono molti cittadini che amano il mercato, lo trovano un luogo famigliare, accogliente, un luogo all’aria aperta dove hai il contatto con il titolare del banco che ti coccola, che ti sa consigliare, che ci tiene che tu vada via contento perché cosi torni…
Noi non siamo un clic. Noi siamo vita, umanità, aria aperta, contatto. Noi siamo gli ambulanti. Siamo un comparto che fa girare l’economia in Italia, nelle nostre città, che non portano i soldi nei paradisi fiscali impoverendo il nostro paese.
Noi siamo ricchezza…..e se la politica non tiene alla sua ricchezza, allora vuol dire che non tiene al suo Paese. Ed allora ditemi voi se questa gente deve governare la nostra Italia, una Repubblica democratica fondata sul lavoro, perché se non difende i nostri principi fondamentali non ha il diritto di sedere su quelle poltrone.

Sotto un video ridotto della manifestazione la diretta completa la troverete sulla mia pagina Facebook Gioia Emilia-Romagna /www.facebook.com/GIOIA-Emilia-Romagna-1156821011099810/