“NON LASCIAMOCI DIVIDERE. DI CRISTINA CANDUCCI”
Sono una persona comune, godo di buona salute, ho un’istruzione superiore e sono più o meno a metà della  mia aspettativa di vita, potrei essere tranquillamente definita un “italiano medio”, quello che mi contraddistingue però, è che faccio parte di una minoranza. In questi due anni mi hanno chiamata in diversi modi: ignorante, irresponsabile, egoista, complottista, terrapiattista, negazionista, assassina, no-vax e tutto questo perché non credo nella narrazione che ci viene da più parti inculcata, questa è la mia colpa e la mia punizione consiste nell’esclusione dalla società. Sia ben chiaro, non nego l’esistenza del Covid19, o del Sars-cov-2, il virus esiste e fa parte di una grande famiglia denominata Coronavirus, il cui primo caso conosciuto risale circa al 1912; negli anni questo virus si è presentato più volte in maniera aggressiva, i casi più recenti sono nel 2002 con la SARS e nel 2012 con la MERS, e ogni anno si presenta puntualmente in autunno/inverno e viene denominato banalmente come influenza. Non possiamo sicuramente dire che sia un virus sconosciuto né all’essere umano, né al mondo animale in generale, ma questa volta si è deciso a priori di volerlo affrontare in modo diverso, le armi che erano state usate finora non sembravano più valide, ma perché? Questa è una domanda che mi faccio spesso e generalmente quella che segue dopo è: perché hanno impedito di fare autopsie? In fondo, se si trattava di un virus nuovo, bisognava pur sapere come agiva per poter cercare di curarlo, ma sembrava che la cura fosse passata in secondo piano, l’importante era ed è prevenire la malattia e quindi puntare tutto sui vaccini. Vorrei ricordare e sono i dati che lo dicono, non di certo una mia interpretazione, che il tasso di mortalità del Covid19 in Italia è del 2,1% e volendo scendere nel dettaglio, è inferiore allo 0,5% sotto i 60 anni, e questo anche prima dell’avvento del vaccino. Purtroppo, a mio avviso, si è un po’ perso di vista l’ordine di grandezza di questa pandemia e non lo dico negando le vittime che ci sono state, ma perché, fortunatamente, non siamo di fronte ad un virus come l’ebola che può avere un tasso di letalità anche del 90%. L’influenza nel nostro paese ha sempre fatto vittime e nella maggior parte anziani o persone fragili con altre patologie, nel 2015 (quindi non secoli fa) in soli 3 mesi vi furono oltre 20.000 decessi! Ce ne siamo dimenticati? Perchè all’epoca non c’era lo stesso allarme che c’è adesso, perché all’ora non avevamo così paura? Ma vi prego, non credetemi sulla parola, andate a controllare, sono notizie fruibili a chiunque abbia voglia di farsi domande, di mettersi in discussione e di provare a capire.
Io non voglio convincere nessuno, non è la mia missione e neppure compito mio, però mi piacerebbe che tornassimo tutti a ragionare serenamente e possibilmente con la nostra testa, perché se non avevamo paura 7 anni fa, non dovremmo averne neppure adesso. Sono due anni che ci martellano ovunque, tv, giornali, governo, con dati di contagi, morti, ricoverati, terapie intensive, sono due anni che ci vogliono nel terrore e nella paura e questa non ci fa bene, non fa bene alla nostra salute e poi ci rende inquieti, sospettosi di tutto e tutti, persino dei nostri amici, della nostra famiglia… Ci stanno facendo odiare i nostri fratelli, che possono essere quelli naturali, quelli che  scegliamo per fare parte della nostra vita, o anche solo semplici esseri umani che neanche conosciamo, ma siamo tutti uguali, non ci sono differenze, come non c’erano all’epoca tra chi aveva religioni diverse, o chi aveva un colore della pelle diverso e come non ci sono adesso tra chi si è vaccinato e chi liberamente ha scelto di non farlo.
Non voglio entrare oggi nella polemica vaccini e terapie, magari ci sarà un’altra occasione, il mio augurio per tutti noi è che torniamo a riprenderci la nostra vita, siamo ancora in tempo per non fare morire rapporti di una vita, siamo esseri sociali, abbiamo bisogno degli altri, torniamo ad essere UMANI.