Il mio discorso di fine anno 2025

Care italiane e cari italiani, come Presidente della Repubblica ho il dovere di dire le cose come stanno. Purtroppo da anni il nostro popolo ha perso la visione di quello che i nostri Padri Costituenti ci hanno voluto dire quando ci hanno lasciato la Carta Costituzionale, la nostra prima legge fondamentale dello Stato.

La grande eredità che ci hanno lasciato è la sintesi dell’umanità, dell’evoluzione della specie umana. Noi da anni invece, ragionando con l’istinto, abbiamo prediletto gli interessi personali a quelli della comunità. Ecco che così si sono spezzati quei valori importanti che tenevano un popolo unito nell’eguaglianza: dove il più ricco doveva aiutare il più povero e dove il più forte doveva sorreggere il più debole.

Ci siamo fatti prendere dall’egoismo: io sono io e tu non sei nessuno, io sono stato più bravo e quindi ho il diritto di essere superiore a te e tu ti arrangi.

Ecco questo è proprio quello che i nostri Padri Costituenti non volevano che succedesse più, e così ci hanno lasciato la loro testimonianza di vita in quel lascito che è la nostra Costituzione.

Rispettarsi nelle differenze e nelle differenze creare quelle condizioni dove ogni essere umano era libero di vivere, avendo ciò che era giusto che gli spettasse per nascita: un lavoro pagato degnamente, una casa per stare con la propria famiglia, la sanità pubblica: ospedali e strutture con medici per curare le persone, naturalmente tutto questo in tempi adeguati, una scuola pubblica di qualità dove si insegni e non che si indottrini, e dove venga anche studiata la Costituzione ed i suoi valori.

Vedete, care italiane e cari italiani, quando c’è stato il periodo fascista e nazista l’uomo aveva perso del tutto la retta via, era diventato giustiziere del prossimo semplicemente perché non lo vedeva come lui. Quindi in quel periodo l’uomo ha veramente tirato fuori il peggio di sé con la discriminazione razziale, l’olocausto e il genocidio.

Ecco che in quel tempo qualche uomo buono capì che la piega che l’essere umano aveva preso era la fine proprio dell‘umanità e di quello che in qualche modo lo aveva distinto dagli animali: l’empatia, il ragionamento. Oppure se vogliamo dirlo in maniera religiosa la fine del nostro spirito e cioè di quella parte che ci rende umani con i nostri pregi e difetti ma che alla fine la ragione, l’empatia e l’amore ti fa fare le scelte giuste, quelle dove vince la vita e l’amore per il prossimo prima che per sé stessi.

A un certo punto penso che deve essere stato difficile immaginare di riuscire a uscire da quel momento buio ma non hanno però perso la speranza, hanno cercato nel male di trovare quella parte di buono che l’uomo doveva avere dentro di sé.

Hanno continuato a ribellarsi a quella disumanità che giaceva nei cuori di chi aveva abbracciato il fascismo e il nazismo.

Tutta la loro vita passata, in quel tempo, e le loro esperienze drammatiche gli hanno fatto scrivere il documento più bello del mondo: la nostra Costituzione Italiana.

Ci hanno messo due anni per scriverla, hanno curato ogni minimo dettaglio confrontandosi fino ad arrivare alla sua stesura definitiva. Uomini di diverso pensiero politico che comunque avevano un unico obiettivo lasciare alle generazioni future un documento che gli avrebbe dato la libertà e nell’eguaglianza vivere in comunità, non lasciando indietro nessuno: un popolo quindi libero e unito nei valori.

Si sono confrontati sulla scelta delle parole, perché non ci fossero dubbi su ciò che volevano lasciarci detto. Ecco che qui vi faccio l’esempio del nostro primo articolo della Costituzione, all’inizio doveva essere: L’Italia è una Repubblica democratica di lavoratori.

Ma questo non andava bene perché in questo modo non si sarebbero compresi tutti gli italiani, la parola lavoratore era troppo classista, perché bisognava tener presente che la parola «lavoratore» aveva un significato diverso da quello etimologico, significava cioè lavoratore materiale, tanto è vero che nelle confederazioni del lavoro facevano parte prevalentemente i lavoratori manuali. Quindi sarebbero rimasti esclusi, per esempio: i maestri.

Questo per farvi capire con quanta cura hanno scelto le parole che noi oggi troviamo scritte sulla nostra Costituzione, perché era loro premura confrontarsi per trovare le parole giuste che non avessero creato differenze tra le persone e soprattutto dubbi su ciò che loro volevano dirci, proprio perché nessuno doveva rimanere escluso dalla Repubblica democratica fondata sul lavoro.

Così oggi mi sento di dire che nessuna istituzione della nostra Repubblica, e io in primis come Presidente della Repubblica, che abbiamo giurato di difendere la Costituzione Italiana non siamo stati in grado di farlo.

L’abbiamo tradita, l’abbiamo aggirata.  Abbiamo dimenticato il suo valore, da dove è nata, e abbiamo dimenticato quel periodo buio che i nostri Padri Costituenti hanno vissuto.

Abbiamo perso quei valori imprescindibili che essa racchiude in ogni parola, abbiamo pure modificato alcuni articoli sconvolgendo così i principi in essa contenuti. L’abbiamo quindi tradita, oltre a toglierci la sua identità!

Certo perché ci siamo sottomessi al volere di questa Europa delle multinazionali e delle banche e con l’Euro, non avendo più la nostra moneta e stando alle regole di questa Europa, ci siamo tolti sovranità!

Abbiamo preso le parole della Costituzione e le abbiamo raggirate a nostro piacimento mentre il loro significato era ben chiaro, limpido. La guerra noi dovremmo ripudiarla, invece io da Presidente ho firmato per l’invio di armi, quando invece dovevamo usare la diplomazia. Questo mette il nostro Stato in grave pericolo, in questo momento storico, invece se avessimo usato la diplomazia potevamo rimanere neutrali e salvaguardare quindi la nostra nazione.

Siamo complici perfino del genocidio del popolo palestinese.

Ecco che, care italiane e cari italiani, non abbiamo capito l’importanza della nostra Carta Costituzionale perché le guerre non si sarebbero dovute più fare! La guerra era da ripudiare!

Di questo me ne vergogno, come Presidente ho tradito la mia nazione.

Oggi ultimo dell’anno 2025, care italiane e cari italiani, rivolgo questo discorso anche alla mia persona di Presidente della Repubblica e a tutte le istituzioni dello Stato italiano, perché abbiamo peccato di spergiuro e per questo abbiamo portato il nostro popolo alla deriva, alla distruzione, dove i valori importanti della nostra Repubblica non esistono più.

Abbiamo perso di vista la retta via e ci troviamo così di nuovo a dover affrontare momenti bui della nostra Repubblica perché ci siamo fatti incantare dal potere e dai soldi. Ma oggi sono qui per chiedere perdono e dire che come Presidente della Repubblica non sono degno di questo bel paese che è l’Italia e quindi dopo avere riflettuto credo che oggi sia il momento di sciogliere le camere e di rimettere in mano a ogni italiano la nostra Costituzione.

Dobbiamo riprendere in mano la libertà ottenuta con il sacrificio e la morte di quegli italiani che hanno fatto la Resistenza e che con l’aiuto degli alleati Russi, Americani ed Inglesi ci hanno permesso di liberare il nostro paese dal fascismo e l’Europa dal nazismo. Dobbiamo quindi oggi dire grazie ai nostri Padri Costituenti e ripartire applicando la nostra Costituzione per dire veramente la parola fine al fascismo e a ogni tipo di dittatura.

Buon anno a tutti