Ripartiamo Io e Sauro con le nostre dirette l’8 settembre 2025 alle ore 20:30 vi aspettiamo in diretta così potrete interagire.
Le cose che diciamo io e Sauro durante le nostre dirette dovrebbero essere capite, perché vi facciamo dei ragionamenti logici. La Costituzione Italiana è la nostra ispirazione, i valori che in essa sono contenuti sono l’ispirazione. Stiamo vivendo però un periodo dove questi valori non vengono più rispettati anzi abbiamo tutta una classe politica ipocrita che predica bene e razzola male. Purtroppo ultimamente i valori, quelli importanti che dovrebbero essere imprescindibili, vengono sostituiti dai propri interessi personali, si scende a compromessi, ci si gira dall’altra parte.
Abbiamo una classe politica che spudoratamente non è più al servizio del popolo italiano ci concedono solo le briciole per tenerci buoni e quello che mi fa specie che ancora molti continuano a votarli. Promettono e non mantengono. Da anni il popolo italiano è sotto attacco: ci stanno togliendo i nostri diritti e ci stanno impoverendo. In più lo stato italiano è complice del genocidio a Gaza dove vengono uccisi civili e migliaia di bambini inviando armi all’esercito israeliano, andando contro i dettami della nostra Costituzione. È la grande ipocrisia non solo della politica ma anche di una parte del popolo italiano che piange i 60 mila morti civili a Gaza e però è d’accordo ad inviare armi all’esercito israeliano.
La nostra società è alla deriva e non da oggi, purtroppo, da anni. La politica degli anni 80- 90 era solo un po’ più cauta perché concedeva al popolo maggiori servizi mentre di nascosto tirava le file per portarci dove siamo arrivati adesso: Il cittadino anche se va a votare non conta più niente. La conferma di ciò che ho detto sopra è: non essere mai arrivati a delle conclusioni certe sui colpevoli delle stragi terroristiche avvenute in questo periodo: Moro, Borsellino, Falcone, Piazza Fontana, L’italicus, Bologna, Ilaria Alpi, Ustica e tanti altri. Perché? Forse perché dietro a queste stragi c’era una parte dello Stato?
La certezza è invece che viviamo in una finta democrazia e abbiamo uno “Stato” prepotente che ci toglie le nostre libertà.
Quando uno Stato porta via ai suoi cittadini i diritti essenziali per vivere in democrazia vuol dire che si sta andando verso al fascismo, quello che ti ricatta giornalmente perché non hai le possibilità di vivere dignitosamente con un lavoro, un salario adeguato, un’istruzione adeguata, le cure adeguate per tutti, diritto alla casa per tutti, la libertà di stampa (quasi tutti i giornali oggi sono venduti al potere) e tutto quello che serve per una buona convivenza sociale.
Certamente quando i nostri Padri Costituenti ci hanno lasciato in eredità la Costituzione non pensavano a questo futuro per gli italiani visto che loro il fascismo lo hanno vissuto dall’inizio e non solo quando il fascismo era imposto con le armi ma prima ancora quando il fascismo si è imposto psicologicamente: Prepotente, ricattatore, emarginatore. Un lavaggio accurato del cervello dove alla fine era il popolo stesso che arrivava alla conclusione che per vivere ci voleva il fascismo, bastava non contraddirlo, non pensare, non manifestare e rispondere agli ordini quando gli venivano dati.
Abbiamo uno Stato che non incentiva il lavoro e senza lavoro non può esistere la democrazia. Quindi non possiamo più parlare di essere uno Stato democratico solamente perché si vota, lo Stato democratico è una serie di condizioni che il popolo deve avere e la prima condizione è il lavoro pagato adeguatamente. La politica da anni usando il voto degli italiani ha svenduto tutto alle multinazionali che licenziano o sottopagano. Ci hanno tolto il sistema sanitario pubblico, non si investe più in sanità pubblica e così i servizi ci vengono tolti: se hai i soldi ti curi in tempi brevi se no ti attacchi. Paghiamo tasse da usura, e pensare che lo Stato dovrebbe dare i migliori servizi ai minori costi…si! costi quel che costi.
Ma purtroppo noi ci siamo conformati a questo sistema e pensiamo pure che il periodo fascista non tornerà più! Ma siamo sicuri non vi sembra un ventennio questo?
Tutto quello che abbiamo detto fin ora non è frutto del momento, ma negli ultimi 30 anni tanti artisti sensibili avevano capito dove la politica ci stava portando e soprattutto a quale società era interessata a costruire: degli ubbidienti dei conformisti. Questi artisti non sono stati ascoltati, malgrado la loro denuncia la gente ha sentito ma non ha capito. Oggi se li ascolti capisci come noi popolo ci siamo girati dall’altra parte: a quei tempi stavamo bene non volevamo preoccupazioni: cosa mi importa del futuro se sto bene nel presente.
Rino Gaetano, I Nomadi, Guccini, Adriano Celentano.
Iannacci e qui vogliamo ricordiamo la canzone il Bonzo, scritta nel 1974 insieme a Dario Fo. Una canzone che ricorda i “bonzi”, i monaci buddhisti che, durante la guerra nel Vietnam si davano fuoco per protestare contro l’invasione americana; ma anche di forte denuncia sociale contro la precarietà del lavoro e gli operai morti in miniera. Denuncia con questa canzone la mancanza di empatia e solidarietà di fronte ai problemi sociali.
Il grande Giorgio Gaber un libero pensatore critico nei confronti della politica dove esprimeva il disagio, la rabbia degli italiani: La libertà, dove è la destra dove è la sinistra, il tic, mi fa male il mondo che consiglio di ascoltare perché è molto attuale e poi come spiega bene la democrazia, ma tanti altri testi come il conformista.
“Il conformista di Giorgio Gaber
È uno che di solito sta sempre dalla parte giusta
Il conformista ha tutte le risposte belle chiare dentro la sua testa
È un concentrato di opinioni
Che tiene sotto il braccio due o tre quotidiani
E quando ha voglia di pensare pensa per sentito dire
Forse da buon opportunista
Si adegua senza farci caso e vive nel suo paradiso
Il conformista
È un uomo a tutto tondo che si muove senza consistenza
Il conformista s’allena a scivolare dentro il mare della maggioranza
È un animale assai comune
Che vive di parole da conversazione
Di notte sogna e vengon fuori i sogni di altri sognatori
Il giorno esplode la sua festa
Che è stare in pace con il mondo
E farsi largo galleggiando
Il conformista, il conformista
Io sono un uomo nuovo
E con le donne c’ho un rapporto straordinario sono femminista
Son disponibile e ottimista, europeista
Non alzo mai la voce, sono pacifista
Ero marxista-leninista
E dopo un po’ non so perché mi son trovato
Americanista
Il conformista
Non ha capito bene che rimbalza meglio di un pallone
Il conformista, aerostato evoluto che è gonfiato dall’informazione
È il risultato di una specie
Che vola sempre a bassa quota in superficie
Poi sfiora il mondo con un dito e si sente realizzato
Vive, e questo già gli basta
E devo dire che oramai
Somiglia molto a tutti noi
Il conformista, il conformista
Io sono un uomo nuovo
Talmente nuovo che si vede a prima vista
Sono il nuovo conformista”
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